Gli effetti positivi delle stanze sensoriali nei Disturbi dello Spettro Autistico

La progettazione di spazi per le persone con DSA è stata – ed è ancora – oggetto di indagine e sperimentazione a livello internazionale. A seconda dell’ambito di applicazione sono stati infatti formulati e adottati approcci diversi e, in alcuni casi, opposti. 

Senza voler entrare qui nel dettaglio di ogni teoria e dei loro risvolti, è tuttavia importante sottolineare una difficoltà insita nella creazione di luoghi autism-friendly, ovvero il divario tra la necessità teorica e la possibilità pratica di personalizzarli sulla base delle tante diversità insite nello spettro. La vera sfida si ha soprattutto nei contesti pubblici, come quelli scolastici e ospedalieri, che sono difficili da personalizzare sulla base delle diverse utenze a cui si rivolgono e che convivono in questi stessi spazi. 

Le stanze sensoriali possono avere numerosi effetti positivi se integrate all’interno degli ambienti pubblici frequentati anche da persone con Disturbi dello Spettro Autistico, come supporto per affrontare il contatto con la collettività e il contesto: vediamo in che modo. 

DSA ed esperienze sensoriali 

Secondo la definizione del DSM V (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) dell’American Psychiatric Association (APA), i Disturbi dello Spettro Autistico sono disturbi del neurosviluppo che influenzano la comunicazione, il comportamento e le interazioni sociali. 

Le persone con DSA possono avere interessi molto specifici e comportamenti ripetitivi, e riscontrare difficoltà nell’interpretazione degli stimoli esterni, delle emozioni e delle intenzioni altrui. I sintomi possono variare notevolmente da persona a persona ed è per questo che si parla di “Spettro”, inteso come grande varietà.  

Tra le caratteristiche “essenziali” (APA, 2013) del disturbo c’è anche una particolare sensibilità sensoriale e una reattività anomala agli stimoli esterni, come ad esempio “un’apparente indifferenza al dolore/alla temperatura, risposta avversa a suoni o consistenze specifiche, eccessivo odorare o toccare degli oggetti, fascinazione visiva di luci o movimenti”. 

Spesso per i soggetti con autismo l’ambiente circostante con tutti i suoi input visivi, uditivi, tattili, olfattivi può infatti determinare un sovraccarico sensoriale: le sensazioni generate sono difficili da interpretare e causano risposte incongrue come ansia, attacchi di panico, aggressività contro se stessi e gli altri. Alcune manifestazioni ricorrenti comprendono – a titolo esemplificativo e non esaustivo – il coprirsi le mani con le orecchie, il dondolarsi, lo sbattere le mani, il vagare senza meta o altre stereotipie, o veri e propri scatti d’ira. 

La percezione e l’interpretazione attraverso i sensi sono fondamentali strumenti di apprendimento e comprensione dello spazio esterno, comuni a tutte le persone. Quelli che comunemente si chiamano comportamenti problema, non sono altro che la punta dell’iceberg dovuta ad alterazioni o difformità dei meccanismi di confronto. 

Conseguenze delle anomalie sensoriali

Quando si parla di sensorialità non ci si riferisce solo ai 5 sensi classici (vista, udito, tatto, olfatto e gusto) ma ad almeno 21 sistemi sensoriali, presenti nel nostro corpo

Tra questi, rientrano anche l’equilibriocezione (ovvero il senso dell’equilibrio o senso vestibolare), la propriocezione e la cinestesia (avvertire l’orientamento e il movimento dei propri arti e del corpo nello spazio), la nocicezione (la percezione del dolore), il senso temporale (percezione del tempo) e la termocezione (differenze di temperatura) (Notbohm, 2015). Questo mix di impulsi esterni e sensazioni interne costituisce una base cognitiva imprescindibile per ogni individuo: fin da neonati interagiamo con l’ambiente, elaboriamo e immagazziniamo informazioni tratte dall’esperienza diretta dello spazio. Esperienza e memoria dei processi percettivi sono dunque fattori guida per capire il “senso” – generale e personale – di ciò che ci circonda. 

Le persone con autismo possono avere difficoltà nell’acquisizione di queste abilità e

soprattutto nell’integrazione di diversi sensi: una condizione che può compromettere funzioni specifiche, come quelle legate al parlato, nonché la relazione con le altre persone e l’ambiente

Lo studio del profilo senso-percettivo di ciascun individuo con DSA può confermare la presenza di una o più delle seguenti caratteristiche (Notbohm, 2015): 

  • iper- o ipo- sensorialità; 
  • gestalt (difficoltà o incapacità di inibire e filtrare le informazioni sensoriali non rilevanti, rigidità di pensiero e mancanza di generalizzazione); 
  • fascinazione per alcuni stimoli;
  • incoerenza della percezione; 
  • percezione frammentaria delle proprie sensazioni tattili, uditive e olfattive; 
  • agnosia sensoriale (difficoltà a interpretare i sensi); 
  • elaborazione ritardata; 
  • vulnerabilità al sovraccarico sensoriale; 
  • elaborazione a singolo canale (difficoltà ad integrare o elaborare stimoli multipli);
  • percezione periferica; 
  • arresti di sistema (ad esempio come difesa in caso di sensazioni dolorose);
  • compensazione del senso inaffidabile mediante altri sensi;
  • risonanza o sinestesia (percezione superiore dei sensi, talenti); 
  • memoria percettiva o pensiero percettivo (usare metodi adeguati allo stile di apprendimento).

Diversi studi e discipline (tra cui la psicologia ambientale) hanno dimostrato come il contesto influenza il modo in cui pensiamo e agiamo, e quale ruolo ha nel raggiungimento di una condizione di benessere e salute. 

Nei casi di DSA, un ambiente non adeguatamente progettato può ostacolare quel processo di avvicinamento ed esperienza del mondo che è alla base della crescita e dello sviluppo comportamentale. 

stanze sensoriali e DSA

I benefici delle stanze sensoriali per persone con DSA

Come abbiamo visto nell’articolo dedicato, le stanze sensoriali (dette anche sensory room o Snoezelen) sono ambienti progettati per favorire la regolazione dei sensi e agevolare lo sviluppo di abilità personali. Si tratta di luoghi chiusi – inseriti in contesti residenziali, educativi o ospedalieri – attrezzati per essere confortevoli, accoglienti e garantire un’esperienza sensoriale controllata dall’utente o dall’operatore. 

La generazione di stimoli (di tipo uditivo, visivo e tattile, per esempio) viene infatti determinata in modo personale attraverso l’interazione con dispositivi specifici, dotati di una tecnologia ad hoc intuitiva, amichevole e facile da usare. 

Il beneficio principale delle stanze sensoriali è proprio quello di riuscire a regolare i propri sensi, riequilibrarsi e rilassarsi, riducendo lo stress generato dalla iperstimolazione uditiva, visiva e olfattiva. Questo consente anche di prepararsi meglio alla prestazione medica, possibile fonte di disagio ed essere più favorevolmente predisposti al contatto con ambienti poco familiari e potenzialmente disorientanti.

In sintesi, si tratta di ambienti che promuovono la salute, intesa come generale condizione di comfort ambientale, e quindi il benessere della persona. Inoltre, sono spazi protetti e sicuri, perché progettati con materiali durevoli, scelti apposta per resistere anche a reazioni impetuose e agli usi più frequenti e continui. Infine, la loro presenza rende più sostenibile la convivenza delle persone con DSA all’interno di contesti collettivi potenzialmente respingenti o difficili da tollerare, favorendo quindi una maggiore integrazione e inclusività.   

L’approccio innovativo, flessibile e adattabile tipico della progettazione sensoriale (sensory design) che si ritrova anche nelle sensory room, permette dunque al progettista di uniformare le scelte architettoniche da un lato, consentendo allo stesso tempo la personalizzazione degli spazi secondo le esigenze del singolo utilizzatore.  

Un esempio di come questo sia fattibile all’atto pratico è offerto dalla realizzazione, da parte del nostro team, della prima sala d’attesa multisensoriale in ambito ospedaliero. Il Pronto Soccorso di Careggi (FI) è infatti dotato di un ambiente di attesa autism-friendly dove accogliere gli utenti e migliorare il momento dell’attesa ospedaliera, attraverso relax e integrazione sensoriale. 
Contattaci per scoprire di più sui nostri progetti e sulle potenzialità delle stanze multisensoriali per persone con DSA e disabilità intellettive.

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