Healing Garden Design: guida alle potenzialità dei giardini terapeutici

Il contatto con la natura fa stare bene: sarà per questo che siamo tutti spontaneamente portati a cercarlo, almeno ogni tanto e in vari modi. 

Da qualche anno, teorie scientifiche e fenomeni culturali come il giapponese Shinrin-Yoku o Bagno nella foresta, hanno ulteriormente confermato la validità di questa tendenza che trova espressione anche nei cosiddetti Healing Garden: giardini con effetto terapeutico e curativo che possono contribuire al miglioramento della salute umana. Diffusi soprattutto in ambito ospedaliero, gli Healing Garden sono spesso impiegati nella terapia di pazienti con DSA, Alzheimer, disturbi psichici e altre patologie, o come trattamento di supporto alla riabilitazione fisica. 

Ma sono efficaci anche per favorire il benessere di persone sane. Vediamo allora in cosa consistono e come si distinguono dai giardini tradizionali. 

Salute e natura: due concetti correlati

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute in modo ampio: non si tratta solo di assenza di malattia o infermità, ma corrisponde a uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale a cui contribuiscono fattori di tipo biologico, ma anche psicologico, emotivo e relazionale. 

La salutogenesi (dal “salus”, salute, e “genesi”, origine) è la disciplina che si occupa delle fonti che stanno alla base della salute, in senso esteso, delle persone. Un modello che non si concentra sulla sola cura e prevenzione della malattia, tipiche invece della logica patogenetica, ma promuove il raggiungimento della salute. Secondo questo approccio, infatti, ogni individuo può contare su risorse interne ed esterne per mantenere o accrescere il proprio stato di salute.

Tra le risorse esterne fondamentali per il benessere dell’uomo, rientra anche la natura. Con le parole di Heerwagen (2015): “Il contatto con la natura non è un interesse culturale, o una preferenza individuale, ma un bisogno primario dell’uomo. Così come il cibo sano e l’esercizio fisico, abbiamo anche bisogno di una connessione continua con il mondo naturale”. 

L’architettura urbanistica moderna ci porta sempre più spesso ad allontanarci dalla natura e a vivere ambienti prevalentemente chiusi, lontani dalla vegetazione e dal contatto con forme, materiali naturali, luce e ventilazione naturali. Ne risulta quindi una privazione di sensorialità benefica e una condizione che Kellert e Calabrese non hanno esitato a definire “disumana” (2015). 

In questo senso, dunque, la re-introduzione di spazi verdi all’interno della nostra quotidianità diventa uno strumento essenziale per migliorare lo stato di salute di tutti, compresi i soggetti con patologie fisiche e mentali. 

Il Biophilic Design: progettare per la salute e il benessere delle persone

La conformazione dello spazio condiziona il modo in cui ci muoviamo, come interagiamo e come ci sentiamo al suo interno. Quando siamo immersi nella natura siamo tendenzialmente portati a provare sensazioni positive, come sollievo e felicità. 

Il Biophilic Design (da “biophilia”, amore per la vita) mira a integrare la moderna architettura con habitat progettati per migliorare la salute e il benessere fisico delle persone, intese come organismi biologici, dunque parte di un ecosistema naturale. 

I principi del Biophilic Design sono cinque: 

  1. prevede un coinvolgimento ripetuto e prolungato con la natura
  2. si concentra su quegli adattamenti dell’uomo al mondo naturale che nel tempo evolutivo ne hanno migliorato la salute e il benessere fisico;
  3. promuove un attaccamento emotivo a specifici ambienti e luoghi;
  4. favorisce interazioni positive tra le persone e la natura per lo sviluppo di un maggiore senso di relazione e responsabilità per le comunità umane e naturali;
  5. incoraggia soluzioni architettoniche di rinforzo reciproco, interconnesse e integrate. 

La sua filosofia è pertanto coesa, coerente con la visione dell’essere umano come parte integrante del sistema naturale e con quello artificiale necessario per vivere. Il Biophilic Design prevede infatti diversi modi in cui la natura può essere fruita. L’esperienza diretta, che include l’esposizione all’aria e alla luce naturale, oltre al contatto con le piante, i fattori ambientali, gli animali e il paesaggio. L’esperienza indiretta, che si concretizza in immagini ed evocazioni della natura, materiali, forme e colori naturali, ma anche nella vicinanza a fenomeni biologici tipici, come l’invecchiamento, la trasformazione e il passaggio del tempo. 

E, infine, l’esperienza dello spazio e del luogo caratteristici della natura, come la prospettiva e il rifugio, la complessità organizzata, la mobilità e l’orientamento, e così via. 

Gli Healing Garden sono uno degli ambiti di applicazione del Biophilic Design tra i più studiati e diffusi. 

Healing Garden: cosa sono e quali benefici assicurano

Gli Healing Gardens, noti anche come giardini terapeutici, si basano sulla teoria che la natura, il verde e la vegetazione, hanno un effetto positivo sulla psiche umana, i sensi e la salute. Una teoria sviluppata da diversi studi che, a partire dal 1978 in avanti, hanno dimostrato il contributo benefico della natura (per contatto diretto o indiretto) su tutte le persone. 

Gli Healing Garden sono dunque spazi verdi, spesso inseriti all’interno di luoghi di cura come ospedali, cliniche e residenze per anziani, progettati per stimolare l’esperienza della natura; attivare il risveglio sensoriale (tramite suoni, aromi, texture, ecc.); ritrovare la propria “centratura”, ovvero riprendere contatto con se stessi rispetto al contesto e cambiare il punto di vista su eventuali problemi o criticità causa di paura e stress; sentirsi parte di un tutto più grande, in armonia con l’ambiente circostante. 

Prevedono aree di vegetazione di vario tipo, con zone preposte al riposo e alla contemplazione con bacini d’acqua e fontane, ma anche percorsi e strumenti per l’attività fisica e il movimento, comprese vasche per la coltura di piante e ortaggi. 

I benefici degli Healing Garden

La terapia del verde – esercitata attraverso gli Healing Garden – ha numerosi effetti positivi per soggetti di tutte le età e con condizioni di salute diverse: 

  • fornisce energia positiva ai pazienti attraverso diverse stimolazioni (suoni, profumi, colori, e così via); 
  • aumenta il senso di sicurezza, garantendo un rifugio e un luogo di pace e silenzio; 
  • migliora il tono dell’umore e la sensazione di essere sani e in salute; 
  • offre la possibilità di esprimersi liberamente e di esercitare il controllo sulle proprie azioni, essenziale per imparare a gestire situazioni di stress; 
  • permette di conoscere e sviluppare abilità cognitive, affettive, motorie e sociali, soprattutto in età infantile; 
  • aiuta a ridurre l’ansia e lo stress
  • fornisce un luogo di distrazione, per allentare le tensioni e riequilibrare i pensieri, riducendo la sensazione di sovraccarico emotivo; 
  • amplifica la sensazione di supporto emotivo e di assistenza fisica;
  • promuove la comunicazione, la negoziazione e la capacità di ridurre i conflitti; 
  • stimola l’interazione positiva e definisce luoghi di incontro nuovi, anche tra parenti e colleghi. 

I benefici dei giardini terapeutici sono dunque molteplici e, anche se risultano particolarmente efficaci per più fasce di popolazione, è comunque importante tenere conto del contesto in cui si inseriscono e delle finalità specifiche per cui vengono realizzati. 

Tipi di Healing Garden

Finora abbiamo infatti parlato genericamente di Healing Garden, tuttavia – ci si perdonerà l’espressione un po’ scherzosa – non è possibile fare di tutta l’erba un fascio. È importante, nel momento in cui si va a progettare uno spazio terapeutico come questo, considerare attentamente il tipo di utenza che lo userà e gli esiti attesi.

Si definiscono genericamente Healing Garden quelli che hanno un effetto curativo a livello fisico, psicologico e mentale, e che inducono un generale senso di benessere.

Gli Enabling Garden, invece, supportano il recupero e il miglioramento delle condizioni fisiche attraverso possibili attività, che stimolano anche la crescita mentale. 

Con Meditative Garden si identificano quei giardini focalizzati sullo sviluppo del pensiero interiore e i processi meditativi e di riequilibrio personale. 

Come dice il loro nome, nei Rehabilitative Garden la riabilitazione è al centro della progettazione e dunque dell’utilizzo che si farà di questi ambienti. 

In ultimo, i Restorative Garden si occupano della rigenerazione psicologica ed emotiva a seguito di importanti situazioni di stress. 

A seconda dell’utenza che si intende coinvolgere, è importante definire la tipologia e la configurazione del giardino terapeutico più adatto: un’attività di cui noi di DU IT possiamo occuparci, forti anche della nostra esperienza diretta nel settore dell’architettura ospedaliera. Contattaci per scoprire di più sui nostri progetti e su tutto ciò che possiamo fare per la tua struttura.

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