Da diversi mesi ormai siamo impegnati nel progetto di Umanizzazione della Nuova Pediatria di Padova, un edificio di 8 piani dedicato alle degenze pediatriche all’interno dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Questa nuova struttura, realizzata con il sostegno della Fondazione Salus Pueri e oggetto di una recente raccolta fondi, è tuttora in fase di costruzione ma prevede già al suo interno scelte progettuali orientate alla persona e al suo benessere sensoriale e psicologico. Temi su cui lavoriamo da tempo e che, su richiesta della Fondazione, abbiamo trasformato in una proposta concreta di miglioramento dell’esperienza di ospedalizzazione.
Il Progetto di Umanizzazione di DU IT, alla scoperta dei biomi terrestri
Il Progetto di Umanizzazione parte dal presupposto, ormai ampiamente dimostrato, che gli spazi fisici e le loro caratteristiche abbiano un impatto sulla salute delle persone. Oltre ai requisiti specifici degli ambienti sanitari, vengono introdotti elementi che favoriscono il senso di accoglienza, comfort e sicurezza. Si crea così uno spazio che produce un “sentimento edificante” (uplifting feeling) che aiuta a predisporsi favorevolmente alle cure, a ridurre lo stress e a vivere meglio la malattia e la terapia, anche in età infantile e adolescenziale.
Nel caso di un ospedale pediatrico questo sentimento è veicolato principalmente dal gioco come fonte di distrazione positiva, di educazione, di socializzazione continuità di vita. Per questo, nel progettare gli interventi di Umanizzazione all’interno dell’Ospedale, abbiamo usato i meccanismi tipici del gioco – la curiosità, l’interazione, la fantasia, la creatività – come matrice per creare un percorso di apprendimento, esplorazione e stupore per adulti, ragazzi e bambini.
La natura, fattore molto potente nei processi di guarigione in modo diretto e indiretto, è stata il nostro filo conduttore nel predisporre questo vero e proprio viaggio alla scoperta dei biomi del mondo, delle loro caratteristiche e degli animali che li abitano.
Il percorso si sviluppa su tutti i piani dell’edificio e coinvolge tutti gli spazi comuni e di accoglienza dell’ospedale, a partire dall’ingresso, alle aree di attesa, i corridoi, le scale, gli ascensori, le aree gioco, fino alle camere di degenza, per creare un’esperienza positiva durante tutta la permanenza all’interno dell’Ospedale.
Ad ogni piano è stato quindi attribuito un bioma che viene narrato nelle diverse aree attraverso immagini, parole, colori, suoni e teche con riproduzioni fedeli. I bambini, gli adolescenti e i loro caregiver sono incoraggiati a leggere e a interagire liberamente con questi elementi, pensati anche per persone con deficit cognitivi o sensoriali. Tutto il percorso, compresa la segnaletica orizzontale, è stato infatti elaborato per stimolare tutti i sensi: la vista con le immagini, l’udito attraverso installazioni sonore, il tatto attraverso arredi e oggetti tridimensionali, risultando così inclusivo.
La collaborazione con il Museo della Natura e dell’Uomo di Padova è stata fondamentale per assicurare l’accuratezza del percorso.
L’accoglienza: l’esperienza inizia fin dall’ingresso
La strategia di Umanizzazione riguarda ogni momento dell’ospedalizzazione, compreso l’ingresso. L’area di accesso rispetta i criteri di riconoscibilità previsti per gli ospedali, ma allo stesso tempo contribuisce ad accogliere positivamente famiglie e i pazienti. In questo modo, si abbassano i livelli di ansia connessi ad un ambiente nuovo e potenzialmente minaccioso come quello dell’ospedale, in particolare per chi è soggetto a malattie croniche e dovrà tornare più nella struttura o rimanerci per lunghi periodi.
I principali interventi riguardano, in particolare:
- la parete interattiva: pensata subito entrando, per pazienti di tutte le età e abilità (inclusi non vedenti e non udenti), introduce al tema dei biomi. Comprende elementi tattili, visivi e uditivi, come teche rotanti che mostrano immagini naturali, riproduzioni di suoni ambientali e materiali interattivi che stimolano la curiosità e il gioco, invitando i bambini a scoprire le specie animali “nascoste” che vivono in un certo habitat;
- il bancone di accoglienza, progettato con altezze differenziate per essere accessibile a tutti, anche in sedia a rotelle. Include giochi interattivi per distrarre i bambini ed è realizzato in materiali lignei per creare un ambiente caldo e familiare;
- l’area di attesa, arredata con sedute morbide e comode, e piante che creano piccole zone di privacy;
- wayfinding e segnaletica: un sistema grafico coordinato aiuta l’orientamento. Ogni piano è associato a un bioma terrestre specifico, rappresentato da colori, icone e grafiche che facilitano la navigazione. Inoltre, per ogni piano è presente un’installazione sonora che riproduce il paesaggio sonoro (soundscape) del singolo bioma: un metodo che facilita il riconoscimento del bioma di riferimento e migliora la qualità acustica, dimunuendo i rumori di fondo;
- connessioni verticali: anche ascensori e scale seguono lo stesso approccio e, grazie alla grafica coordinata, aiutano famiglie, pazienti e personale sanitario a orientarsi tra i vari piani-biomi.


I percorsi orizzontali
Arrivando al pianerottolo di ogni piano, pazienti e familiari ritrovano il codice colore e gli elementi grafici del bioma correlato, che funge così da guida per il riconoscimento e l’orientamento.


Ogni piano si apre su un’area di attesa. In corrispondenza dello sbarco degli ascensori si trovano le pareti interattive dei singoli piani che, come quella dell’ingresso, stimolano l’interazione e coinvolgono le persone, con lo scopo di suscitare interesse per l’ambiente circostante. I pannelli lignei delle pareti interattive nascondono gli animali “sotterranei” del bioma: spostandoli a piacere, il bambino li scopre e li impara. Ulteriore fonte di curiosità e apprendimento, i diorami: teche che riproducono fedelmente il bioma e permettono al paziente di distrarsi sempre in modo positivo e costruttivo.
Durante l’attesa, le nicchie dalle forme organiche e curvilinee e la piccola zona giochi, attrezzata con libri e giocattoli, facilitano lo sviluppo di un atteggiamento più favorevole alle cure. Le pareti consentono di appendere disegni o messaggi dei pazienti, creando un senso di comunità e continuità con la vita fuori dall’ospedale.
Anche i corridoi interni ai reparti rispecchiano la stessa logica e promuovono l’interazione.


La grafica interattiva e le nicchie lungo i percorsi incoraggiano il gioco e la socializzazione, mentre le grafiche ad anelli del colore del bioma a parete frammentano i lunghi corridoi per renderli più accoglienti. I corridoi, oltre ad essere spazi di connessione, sono pensati proprio come luoghi di vita, in cui è possibile incontrarsi e socializzare, spingendo i pazienti a uscire dalla propria camera e quindi migliorando la guarigione. Un aspetto particolarmente importante per i pazienti in età adolescenziale che rischiano di isolarsi durante la degenza.
Gli spazi comuni
Come anticipato, l’Umanizzazione prevede un’architettura degli spazi orientata alla persona, intesa sia come paziente, che come caregiver ed équipe medico-sanitaria. Con questo obiettivo, sono state dunque progettate numerose aree comuni, che servono a rendere l’esperienza in ospedale più positiva anche nei casi di lungodegenza.
Tra questi, ne vogliamo ricordare soprattutto tre:
- la Scuola in Ospedale (SIO): un’area flessibile destinata alle attività educative che superano l’idea tradizionale di didattica frontale. È suddivisa in isole attrezzate per l’apprendimento simultaneo e può ospitare attività diverse grazie ai banchi modulari configurabili, alle nicchie per l’isolamento e la concentrazione, e alle postazioni per la didattica a distanza e l’informatica;
- gli spazi per gli adolescenti, ovvero stanze allestite in modo semplice, funzionale e flessibile, con sedute comode, dove è possibile usare dispositivi digitali e videogames per favorire lo svago e la socializzazione;
- le sale gioco, situate nelle testate verso l’esterno dei reparti di degenza, sono illuminate anche da luce naturale e arredate in modo flessibile, per adattarsi alle diverse età e necessità dei pazienti. Bambini e adolescenti possono sfruttare questo spazio per giocare e imparare, immersi in un ambiente dai colori vivaci – in linea con il bioma del piano – e corredato da mobilio ligneo (sedie, scaffali e tavoli) che aumentano il senso di domesticità, da nicchie per appartarsi, e da una proiezione audio e video, da usare per rilassarsi o a scopo didattico.
Progettare gli spazi per favorire il percorso di guarigione
Nel progetto di Umanizzazione della Nuova Pediatria di Padova, il luogo di cura diventa un posto amichevole, accogliente, capace di favorire il percorso di guarigione e, di conseguenza, ridurre i tempi di recupero.
Tutto il percorso è studiato per favorire la riconoscibilità del bioma (tramite colori, immagini, icone identificative e ricorrenti) e l’apprendimento. Non solo: grazie all’elevato grado di multimedialità e multisensorialità riesce anche ad abbassare i livelli di stress derivanti da un ambiente sconosciuto e iperstimolante come l’ospedale: la presenza dei suoni del bioma all’interno delle varie aree, ad esempio, crea un paesaggio sonoro (soundscape) amichevole, che riduce i rumori di sottofondo e il disagio correlato.In futuro, i pazienti potranno continuare l’esplorazione dei biomi anche grazie ad appositi QR code scansionabili, con accesso a curiosità e informazioni ulteriori sul mondo naturale e le sue meraviglie, anche direttamente dal proprio letto. Seguiteci per scoprire i prossimi sviluppi di questa struttura innovativa.



