Istituto San Giuseppe, Firenze
Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria I grado
RICERCA E PROGETTAZIONE
Progettazione, Allestimento e Fornitura prodotti
Toscana
Firenze
Laboratorio Archimede: un progetto di inclusione scolastica
Il Laboratorio Archimede nasce come progetto pilota per l’Istituto San Giuseppe di Firenze, all’interno del programma di ricerca SpInLAB – Spazi Inclusivi di Laboratorio per modelli didattici innovativi, promosso dal Dipartimento di Architettura e dal Centro TESIS dell’Università di Firenze.
Realizzato da DU IT, il laboratorio rappresenta un nuovo modello di ambiente educativo capace di coniugare architettura, pedagogia e design sensoriale per promuovere l’inclusione, la partecipazione attiva e il benessere dei bambini nella scuola primaria.
Un laboratorio che nasce dall’ascolto
Il progetto è il risultato di un percorso biennale di co-progettazione che ha coinvolto insegnanti, psicologi, ricercatori e studenti. Attraverso analisi tecniche degli spazi, osservazioni dei comportamenti dei bambini e laboratori partecipativi, è stato costruito un quadro condiviso di esigenze e desideri. Da questo processo è emersa la necessità di uno spazio scolastico capace di adattarsi alle diverse modalità di apprendimento, alle differenti abilità e ai ritmi individuali, garantendo a tutti pari opportunità di crescita e partecipazione.
Architettura dell’inclusione
Il Laboratorio Archimede è concepito come un ambiente fluido e accogliente, dove il movimento, la curiosità e la relazione sono parte integrante del processo educativo.
Lo spazio si articola in aree funzionali con identità proprie ma interconnesse tra loro, progettate per stimolare esperienze diverse – motorie, sensoriali, manuali e relazionali:
Ingresso e area filtro: un portale blu segna l’accesso al laboratorio e introduce uno spazio di passaggio morbido e accogliente, dove i bambini possono lasciare i propri oggetti, orientarsi e prepararsi all’attività didattica.
Area principale: il cuore del laboratorio, dedicato al gioco e al movimento. Qui gli arredi modulari e mobili consentono di riconfigurare rapidamente lo spazio, passando da momenti di gruppo a attività individuali o libere. Una grande parete interattiva integra una lavagna, una rampa accessibile, una nicchia per il rilassamento e un piccolo palco per la rappresentazione e la condivisione.
Area sensoriale: uno spazio immersivo, morbido e controllabile, dove luce, suono e colore cambiano in base alle necessità. Un ambiente dedicato al rilassamento, alla concentrazione o alla stimolazione sensoriale, che permette ai bambini di regolare le proprie emozioni e ritrovare equilibrio.
Area della scoperta: uno spazio operativo per la sperimentazione manuale e scientifica, con banconi regolabili, punto acqua, prese elettriche e strumenti didattici. Qui si impara facendo, attraverso il gioco, la manipolazione e la ricerca.























Comfort, materiali e qualità percettiva
Il progetto mette al centro la qualità sensoriale dello spazio: i materiali naturali, i toni neutri e pastello, l’uso calibrato della luce e la cura acustica concorrono a creare un ambiente calmo, accogliente e stimolante.
L’acustica è stata ottimizzata mediante pannelli fonoassorbenti integrati e superfici materiche che riducono il riverbero, migliorando l’ascolto e la concentrazione.
La luce, naturale e artificiale, è modulabile per intensità e colore, così da adeguarsi ai diversi momenti della giornata e alle attività previste.
Un modello flessibile e replicabile
Il Laboratorio Archimede è pensato come prototipo replicabile, capace di adattarsi a contesti e dimensioni differenti.
La modularità degli arredi e la chiarezza delle soluzioni spaziali permettono di esportare il modello in altre scuole, in forma integrale o parziale, mantenendo i principi di accessibilità, inclusione e libertà di movimento.
Durante l’anno scolastico 2025 il laboratorio sarà testato dagli insegnanti e dagli studenti dell’Istituto San Giuseppe per valutarne l’impatto sull’apprendimento, sulla socialità e sul benessere dei bambini.
L’obiettivo è dare vita a un nuovo modo di fare scuola, dove lo spazio non sia solo contenitore, ma strumento educativo, capace di stimolare curiosità, autonomia e collaborazione.
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