Umanizzazione dell’Ospedale Pediatrico “Salus Pueri” di Padova

Umanizzazione degli spazi

Progettazione, Allestimento e Fornitura prodotti

veneto

Padova

Guarire esplorando, imparare giocando

Il nuovo Ospedale Pediatrico “Salus Pueri” di Padova rappresenta un luogo per continuare a crescere e imparare. Un edificio di otto piani, 19.000 metri quadrati e 155 posti letto, che ospita venticinque unità pediatriche specialistiche, il pronto soccorso, la radiologia e un blocco operatorio con sei sale.

La novità non è soltanto nella dimensione architettonica, accanto al progetto edilizio è nato infatti il Progetto di Umanizzazione, donato dalla Fondazione Salus Pueri – Crescere la Vita all’Azienda Ospedale-Università di Padova e coordinato da DU IT srl insieme ai professori Paolo Felli e Maria Chiara Torricelli. Il suo obiettivo è stato quello di dare forma a un ospedale che non sia soltanto un luogo di cura, ma anche uno spazio accogliente, inclusivo, in grado di accompagnare i bambini e le loro famiglie in un percorso che unisce la medicina al gioco, l’apprendimento alla scoperta, la relazione e alla bellezza.

Il percorso di wayfinding: il viaggio per il mondo negli otto piani della pediatria

Il racconto che attraversa l’ospedale è quello del viaggio nei biomi terrestri. Ogni piano è dedicato a un ambiente naturale – dalla macchia mediterranea fino alla tundra – che prende vita attraverso colori, grafiche, suoni, elementi tattili e installazioni interattive. Muoversi tra i reparti significa quindi attraversare scenari sempre diversi, incontrare animali, personaggi illustrati, curiosità scientifiche.

Gli animali sorprendono i pazienti comparendo in mezzo alle stanze, sbucando dalle porte, materializzandosi come per magia dalla luce a soffitto, saltando sui dispositivi antincendio, aggrappandosi ai corrimano o appoggiandosi sulle fasce paracolpi, integrandosi con l’architettura e con tutti gli elementi che compongono e caratterizzano i complessi spazi ospedalieri. Le illustrazioni, oltre che come valore artistico, estetico e ristorativo, rappresentano uno strumento inclusivo di orientamento, fondato sulla comunicazione per immagini, che favorisce la comprensione, a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali, di età o genere, in particolare negli spazi distributivi rendendo ogni spostamento un’occasione di meraviglia.

Le illustrazioni sono inoltre una strategia per far muovere il paziente e portarlo fuori dalla propria stanza, favorendo il processo di guarigione e la creazione di relazioni con i propri pari. La variabilità data da colori e figure promuove il senso di sorpresa e curiosità, che induce il paziente all’interazione e all’esplorazione dell’ambiente per scoprire cose nuove, anziché percorrerlo esclusivamente per raggiungere la propria destinazione, e attivarsi, allontanandosi dalla condizione di passività e chiusura che può derivare dall’ospedalizzazione.

Attraverso le scale e i percorsi si conduce una narrazione attraverso scenari di arte e natura, una sorta di “esposizione” dinamica che spinga bambini e ragazzi a esplorare l’ambiente. Le illustrazioni e i contenuti dei diversi fumetti sono stati realizzati in collaborazione con il Museo della Natura e dell’Uomo – MNU di Padova, creando un percorso formativo sensoriale. E’ la prima volta che si creano in ospedale momenti educativi, di gioco e distrazione, non solo in specifiche aree come la ludoteca, le sale gioco o le aule della scuola, ma in modo diffuso in tutta la struttura ospedaliera, rappresentando un sistema inclusivo di wayfinding, ma anche di relazione e crescita.

Oltre alla vista e al tatto, il progetto di orientamento coinvolge anche l’udito, trasformando i percorsi in un’esperienza sonora. Dall’ingresso, la parete interattiva permette di ascoltare i suoni caratteristici dei biomi — come il canto degli uccelli, il ruggito dei leoni o il vento della tundra — che aiutano i bambini a riconoscere il piano di riferimento. Gli stessi suoni, riproposti nei piani di degenza e nelle sale di attesa, si intrecciano con musiche appositamente composte per creare paesaggi sonori che non solo rafforzano l’orientamento, ma migliorano anche il comfort acustico, riducendo ansia e rumori di fondo, con particolare beneficio per pazienti in condizioni di fragilità sensoriale come quelli con Disturbi dello Spettro Autistico.

L’accoglienza: giocare e imparare oltre che curare

L’accoglienza negli ambienti ospedalieri pediatrici è fondamentale, in particolare nell’atrio di ingresso, dove bambini e ragazzi devono sentirsi in un luogo positivo, familiare e non minaccioso. Colori tenui e pastello, materiali naturali come il legno, giochi, tecnologie sensoriali e interattive, arte e illustrazioni, creano un ambiente giocoso, coinvolgente e facilmente comprensibile.

Il bancone di accoglienza, curvilineo e visibile dall’ingresso, invita gli utenti a sentirsi benvenuti ed è accessibile anche a persone in sedia a rotelle o bambini piccoli. Sotto il piano del bancone sono integrati giochi interattivi in legno che riproducono numeri e icone di orientamento, presenti anche ai piani superiori, per distrarre e familiarizzare i bambini con la grafica dell’ospedale. Il legno e la decorazione a tema natura, con tronchi e rami stilizzati, rafforzano la sensazione di un ambiente naturale e rigenerante.

  1. La vera innovazione è la parete interattiva situata subito all’ingresso, pensata per stimolare i sensi e rendere l’esperienza ospedaliera positiva e non traumatizzante. La parete riduce stress e ansia, favorendo ricordi positivi anche per pazienti con lungodegenze o visite ricorrenti, promuovendo gioco, arte, colore e un senso di normalità e umanità. La parete è organizzata su 8 colonne, ciascuna dedicata a un piano e a un bioma terrestre, con elementi interattivi distribuiti in quattro file:
  • la prima fila in alto riproduce le grafiche di riconoscimento dei piani e dei diversi biomi terrestri;
  • la seconda fila prevede delle grandi biglie rotanti che riportano da un lato il numero del piano, nei colori della palette, e dall’altro l’icona di riferimento;
  • la terza fila prevede altre sfere rotanti che hanno da un lato dei modelli di flora e fauna relativi ai biomi terrestri e dall’altra una foto di ingrandimento;
  • l’ultima fila in basso riporta nuove sfere rotanti con dei minerali diversi per ogni bioma, che si possono toccare oltre che guardare, trasmettendo diverse sensazioni. Dal lato opposto della sfera è riprodotta una foto al microscopio del taglio dello stesso minerale.
  • tra le ultime due file, dei pulsanti colorati possono essere premuti per far partire dei suoni riferiti ai diversi biomi.

Le sale di attesa: gioco e distrazione positiva

Il gioco non è confinato a spazi dedicati, ma si diffonde in tutto l’ospedale come parte integrante della terapia. Le sale di attesa sono quindi progettate in modo giocoso e interattivo. Secondo le teorie di attention restoration e supportive design, la rigenerazione del paziente avviene attraverso la distrazione positiva, che con questo mondo di sorpresa, magia e immaginazione, riduce lo stress e genera sentimenti e pensieri positivi. L’accesso al gioco prima dell’intervento medico riduce i comportamenti negativi e favorisce la comunicazione con medici e operatori sanitari, per questo è utile nelle sale di attesa e negli spazi comuni dell’ospedale, per fronteggiare i momenti più stressanti.

Le pareti perimetrali delle sale di attesa sono state trasformate a seguito del progetto di umanizzazione, diventando organiche e curve e ospitando nicchie con sedute, il bancone d’accoglienza e una teca con diorami naturalistici realizzati dal Museo della Natura e dell’Uomo. Le sedute nelle nicchie sono morbide, avvolgenti e illuminate dall’alto, mentre quelle davanti al bancone sono modulari e trasformabili in gioco per i bambini. Sotto le panche si trovano libri e giochi, e le pareti ospitano disegni e messaggi dei pazienti. Accanto alle sale d’attesa, una porta conduce allo spazio per i caregiver, pensato per tutta la famiglia, con area ristoro (frigo, microonde, acqua), zone per riposo, lavoro o telefonate in privacy.

Le sale gioco e le scuole in ospedale, presenti in ogni piano, offrono arredi modulari, spazi morbidi e ambienti digitali che si adattano alle diverse età dei bambini. Per gli adolescenti sono state pensate stanze che permettono momenti di autonomia, socialità e svago digitale. Le terrazze verdi, affacciate sull’esterno, completano questa esperienza: veri e propri giardini terapeutici con fioriere accessibili, percorsi tattili e giochi che riportano i piccoli pazienti in contatto con la natura, riattivando i sensi e restituendo un senso di normalità.

Un modello per il futuro

Il nuovo Ospedale Pediatrico di Padova dimostra come la progettazione sanitaria possa andare oltre la funzionalità e diventare un atto culturale e sociale. Grazie alla collaborazione tra architetti, designer, psicologi, medici, musei e famiglie, è nato un ecosistema sensoriale ed educativo che accompagna la cura con momenti di gioco, di scoperta e di bellezza.

Non è solo un luogo in cui si combatte la malattia, ma un ambiente in cui la vita continua a scorrere: fatta di relazioni, di apprendimento, di piccoli gesti quotidiani. Un modello che guarda al futuro, capace di trasformare l’esperienza della malattia in un viaggio di crescita e di scoperta.

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