Vivere in mezzo alla natura

Riqualificazione dell’RSD I Prati a Gavinana (PT) e un nuovo nucleo per persone con gravi disabilità

La Fondazione Turati ha deciso di rinnovare la propria struttura residenziale per persone con disabilità, rivoluzionando l’organizzazione funzionale delle zone notte, giorno e soprattutto terapeutiche, anche prevedendo un nuovo nucleo per persone con particolari fragilità. L’RSD I Prati è una struttura immersa nel verde montano di Gavinana (PT), ispirando il nuovo progetto attraverso lo sviluppo del tema “natura”.
Il paesaggio è la parte più importante di questo luogo: la collina prospiciente, la vista sulla vallata e il grande parco circostante, che sono parte integrante del progetto per permettere alla natura di entrare nel centro e dare quel senso di ristoro e rigenerazione, che è stato ampiamente dimostrato come terapeutico.
Il nuovo nucleo per persone con fragilità è stato collocato in un’area maggiormente appartata, pur in connessione con l’attuale RSD I Prati, al fine di dare maggiore privacy a questa particolare categoria di utenza. Questo nucleo è stato progettato secondo i più recenti studi sulla healing architecture, ponendo come matrici del progetto il benessere, anche e soprattutto psicologico, il comfort indoor e il rapporto con la natura, fondamentale per la riabilitazione degli utenti, oltre ovviamente a porsi in un dialogo continuo con il paesaggio circostante.
A piano terra sono previsti i servizi comuni alle diverse strutture, come il luogo di culto, il centro estetico e tutti gli spazi del personale, come gli spogliatoi centralizzati (ad oggi non presenti), il centro di formazione, etc. Quest’area rappresenta la connessione fisica e ideale tra i volumi esistenti delle diverse RSD e RSA, andando a ricucire il percorso interno di connessione, dedicato al personale, che ricollega tutti gli edifici e facilita il lavoro degli operatori. Questo permetterà anche di creare una connessione visiva e a livello architettonico tra le diverse strutture, permettendo di eseguire l’intervento in completa integrazione con il patrimonio edilizio esistente.
Quest’area crea l’occasione anche per rivedere l’ingresso delle strutture e soprattutto differenziare gli accessi da parte di personale, visitatori, esterni, trasporto merci in entrata e in uscita, al fine di non creare commistione dei flussi, ottimizzando i servizi, ma anche creando una facilitazione in risposta alla pandemia Covid-19. In connessione agli accessi è stata quindi rivista la viabilità e i percorsi pedonali che permettono di accedere alla struttura a partire dai diversi parcheggi o aree di sosta, anche questi differenziati per tipologie di utenza.
Lo spazio verde e la natura è quello che permette l’integrazione con il territorio circostante, ma anche la connessione o il filtro tra le diverse funzioni, diventando il leitmotiv di progetto, sia all’esterno che all’interno della struttura, ricongiungendo idealmente le diverse aree con piazze verdi, che rappresentino anche aree di socialità per l’interazione e l’integrazione tra gli utenti che abitano la struttura, abitanti e visitatori/familiari, abitanti e staff. Le relazioni sono la cosa fondamentale per un luogo che accolga, supporti e riabiliti le persone e il legame con il contesto esterno, sia fisico che personale, costituisce un punto di connessione importante. L’idea è quindi quella di entrare in un luogo immerso nella natura, dove non si abbia la percezione di essere in un luogo di cura o in una struttura sanitaria, ma si abbia piuttosto la sensazione di essere “a casa”, in un “villaggio” ricco di attività e vita.